Gli Emirati Arabi Uniti condannano il piano di annessione di Netanyahu

Le monarchie del Golfo contestano l’annessione della Valle del Giordano promessa dal premier israeliano in piena campagna elettorale.

Le dichiarazioni di Benjamin Netanyahu, Primo Ministro israeliano, relative al piano di annessione della valle del Giordano, non sono passate inosservate neanche nei paesi arabi, non si è fatta infatti attendere la replica da parte dei leader degli Emirati Arabi Uniti.

Gli Emirati hanno espresso forte condanna rispetto all’annuncio del Primo Ministro, sulla prevista annessione dalla Cisgiordania occupata da Israele in caso di vittoria elettorale.

Una delle voci più autorevoli degli Emirati, lo sceicco Abdullah bin Zayed ha affermato che tali annunci sfruttano i processi elettorali nella forma più becera. Inoltre, egli  ha sottolineato che questa dichiarazione mina decenni di sforzi politici da parte della comunità internazionale, per ottenere una soluzione equa e giusta alla questione palestinese, sottolineando la centralità della questione per arabi e musulmani. Secondo il leader emiratino questa notizia indica una pericolosa escalation che viola tutte le risoluzioni internazionali senza il minimo rispetto per la loro legittimità, e questo non può essere accettato dai paesi musulmani.

Si renderà quindi necessaria la convocazione di una riunione di emergenza dell’Organizzazione per la cooperazione islamica che è l’organizzazione internazionale formata da 57 Stati dell’Europa, Vicino Oriente, Medio Oriente, America meridionale, Africa, Asia centrale e del Subcontinente indiano, che ha come fine principale il sostegno allo sviluppo delle popolazioni musulmane, per discutere di questa situazione e dei suoi possibili sviluppi nell’area medio orientale e approntare un piano d’azione urgente per arginare le possibili ripercussioni a livello non solo regionale ma anche internazionale. Secondo la visione emiratina tutti i paesi musulmani devono prendere coscienza rispetto alle dichiarazioni di  Netanyahu e presentarsi nel consesso internazionale con una posizione comune e condivisa. Inoltre si deve chiedere alla comunità internazionale di prendere le misure necessarie contro questo allarmante sviluppo della situazione israelo-palestinese.

Fonte: http://bit.ly/2miGFz7