C’è un luogo, tra le vette silenziose dell’Abruzzo interno, dove il tempo sembra rallentare, dove il respiro della storia si mescola al profumo del pane appena sfornato, dove ogni pietra parla e ogni sguardo si posa sull’infinito. È Castelvecchio Subequo, piccolo borgo della provincia dell’Aquila, che nella notte di San Lorenzo e per i giorni precedenti ha saputo ancora una volta brillare di luce propria, accendendo emozioni e ricordi nella kermesse culturale “Arti e Mestieri a Palazzo”.
Un evento che è molto più di una semplice manifestazione. È un abbraccio collettivo, un ritorno alle radici, un invito alla lentezza e alla bellezza. Perché a Castelvecchio, ogni angolo è un palcoscenico, ogni rua un corridoio di memoria e speranza. Gli eventi si sono susseguiti come note di una sinfonia: concerti, esposizioni, degustazioni.
Ognuno con la propria anima, ma uniti da un filo rosso: la cultura come forma di resistenza, come motore di rinascita.
Le eccellenze gastronomiche del territorio, protagoniste silenziose ma potenti, hanno conquistato i cuori e i palati. Vini abruzzesi, corposi e sinceri, hanno accompagnato piatti che raccontano storie di generazioni. Tra i protagonisti indiscussi della ristorazione il multispazio di Vivendo Store ha tracciato un vero e proprio itinerario culturale, dove ogni portata era un ponte tra il passato e un futuro che parla di turismo consapevole e identità.
Toccante, profonda, quasi sacra è stata la Festa del Minatore, momento clou di questa edizione l’ intervento dello storico Francesco Olivieri che ha scavato solchi di emozioni nei cuori dei presenti, riportando alla luce i sacrifici dei minatori castelvecchiesi, uomini di terra e roccia, di silenzi e coraggio. Al suo fianco, le presenze costanti del sindaco Marisa Valeri, e del Vice Sindaco Pietro Salutari figure iconiche , che hanno voluto fortemente rendere onore a chi ha costruito, con il sudore e la vita, l’identità del paese.
Non sono mancati i momenti musicali curati dall’ Assessore alla Cultura Armando Frittella che oltre ad aver organizzato gli spettacoli folk con cori di livello internazionale , si è occupato delle celebrazioni per ottavo centenario del cantico delle creature.
Altri spazi musicali sono stati affidati alla sensibilità artistica di Andrea Padovani, consigliere comunale , che ha saputo tessere atmosfere magiche ,riportando la musica là dove nasce: tra la gente.
Concetta Fasciani, anche lei consigliere comunale si è invece occupata dell’ evento nell’ evento “ Oggi sposi “ con la celebrazione degli anniversari di nozze ,giunto alla 15 esima edizione ed unico nel suo genere in Italia .
E come non citare la Pro Loco, anima pulsante del paese, che ha scaldato i cuori già nei giorni precedenti, con le celebri serate dedicate agli arrosticini, quel cibo semplice e verace che profuma di legna, di festa, di comunità.
Castelvecchio Subequo non è solo un borgo. È una promessa mantenuta. È il sorriso di chi resiste, di chi crede ancora nella forza della cultura, nel valore della memoria, nella bellezza che salva. È il volto luminoso di Marisa Valeri, sindaco presente, instancabile e umano, che non ha mai smesso di camminare tra la sua gente, abbracciando ogni storia, ascoltando ogni voce.
A Castelvecchio, la cultura non è un evento: è un modo di vivere, in un tempo in cui tutto corre e sfuma, questo piccolo borgo insegna a fermarsi, a sentire, a custodire.
Perché solo chi conosce le proprie radici può davvero volare.




